LA GUERRA SUL MASSICCIO DEL GRAPPA

 

Il Grappa acquista grande importanza nel corso della Grande Guerra quando, nel 1917, diventa il baluardo dalla difesa delle truppe austriache che, dopo la battaglia di Caporetto, ambiscono alla conquista della riva orientale del Piave e al controllo del Massiccio per la sua posizione strategica fra la linea montana e quella del fiume stesso. Con l'ultimo combattimento lanciato dagli italiani sul Grappa il 24 ottobre del 1918 e durato quattro giorni, nel corso dei quali il dominio della cima si è alternato tra i due schieramenti, si ha la ritirata degli austriaci che segna definitivamente le sorti della guerra con la vittoria italiana. In onore dei combattenti morti per la Patria, nell'immediato dopoguerra viene eretto il monumento Ossario.

La Seconda Guerra Mondiale, ed in particolare il periodo che va dalla caduta del fascismo (25 luglio 19439) al suo ritorno al potere dopo alcuni mesi (8 settembre) nel bassanese si formano le brigate partigiane antifasciste che si concentrano per la maggior parte sul Massiccio del Grappa, in modo da controllare la Valsugana, via di collegamento della Germania con le forze naziste operanti in Italia.

Le tracce della I guerra mondiale sono ancora ben visibili: trincee, grotte dove i soldati riposavano e depositavano l'artiglieria, frammenti arrugginiti di bombe e ciotole o borracce appartenute un tempo a qualche soldato, resti di strade militari, postazioni di artiglieria, gallerie, terrazzamenti dove venivano poste le tende, buche scavate da bombe; in alcune località ci sono anche resti delle teleferiche che, con uno sviluppo complessivo di 150 Km, trasportavano gli approvvigionamenti e 800 metri cubi d'acqua al giorno fino alla linea di battaglia. L'esistenza dei soldati era molto dura. Uno di loro scriveva; "…la mulattiera che conduce ai posti avanzati è esposta ad un tiro micidialissimo di infilata… ci inoltriamo per un sentieraccio strettissimo allo scoperto e dopo duecento metri troviamo una galleria entro cui dormivano accovacciati come bestie tre o quattro artiglieri da montagna …"